erbari

In molti, chi per semplice passione e chi aper interessi scientifici, hanno lasciato traccia della loro attività di erborizzatori tra le mura dell'istituto. ben 14 sono infatti gli erbari che risultano tra le sue collezioi botaniche, alcuni dei quali di notevole pregio e interesse.

Dal punto di vista scientifico spicca senza dubbio quello realizzato nell'arco di circa tre lustri (dal 1884 al 1898) dalla Marchesa Marianna Panciatichi Ximenes d'Aragona Paulucci (1835-1919), importante figura nel panorama degli studi naturalistici dell'Italia del XIX secolo. Donato nel 1902, l'erbario comprende oltre 4200 exsiccata forniti di dati di raccolta e appartenenti a 1492 specie. Tra le piante, erborizzate dalla stessa Marchesa, ne compaiono molte legate a località alpine, nelle quali era solita soggiornare in villeggiatura estiva, ma la maggior parte proviene dalla Toscana e soprattutto dalle sue avite tenute tra cui la villa di Torre degli Agli presso Novoli, a Firenze, nella quale furono raccolti numerosi esemplari che rappresentano oggi una preziosa testimonianza sulla composizione floristica di una località ormai completamente urbanizzata. Lo studio e la catalogazione informatizzata di questo erbario, realizzati tra il 1997 e il 1998, sono stati oggetto di una pubblicazione effettuata in occasione del IV Congresso della Società Italiana di Malacologia tenutosi a Firenze nel 1998.

Con valore principalmente storico sono invece i tre erbari appartenuti al Conte Girolamo de' Bardi (1777-1829), di cui uno costituito alla fine del XVII secolo per volere del medico urbinate Crescentino Ubaldi e formato da grandi volumi rilegati in pelle contenenti oltre 800 campioni classificati secondo il sistema del botanico francese Pitton de Tournefort. 

Legati a un altro nobile, il Barone Joseph Antoir (1781-1847), sono altri due erbari costituiti da migliaia di exsiccata, tra cui un importante nucleo di piante esotiche e, in particolare, provenienti dal Brasile, frutto delle raccolte compiute dal naturalista fiorentino Giuseppe Raddi nel 1817 nell'Orinoco e nell'Amazzonia. Entrambi gli erbari Antoir, in questi ultimi anni, sono stati analizzati, catalogati e informatizzati dal Dipartimento di Biologia Vegetale dell'Università di Pisa.

Peculiari per la loro specificità sono infine altre raccolte donate da personaggi più o meno illustri della Firenze dell'Ottocento, come il prof. Adolfo Targioni Tozzetti, il Marchese Carlo Ginori e il prof. Pietro Marchi. Alcune di esse testimoniano la grande importanza data, nell'istituto, al valore applicativo delle piante; ne sono esempi l'erbario tecnologico farmaceutico, il piccolo erbario ampelografico, contenente 12 varietà di Vitis vinifera, nonché il piccolo erbario del tabacco, costituito da 21 campioni appartenenti al genere Nicotiana.

016-3280 3521erbario

"Polypodium caudatum: one of the plants collected by Giuseppe Raddi during his travels  in Brazil and donated to his friend, Joseph Antoir.”

 

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