Attività di Conservazione

 

Le ingenti ed eterogenee collezioni formatesi nel corso del XIX secolo e con alterne vicende custodite dall'istituto, rappresentano oggi un patrimonio unico e prezioso nel campo della storia della scienza che, come tale, esige la prerogativa di una sicura tutela nel tempo nonché di una opportuna valorizzazione degli oggetti che lo costituiscono.

Il generale clima di disinteresse nei confronti della museologia scientifica che ha dominato per buona parte della seconda metà del Novecento ha influito negativamente anche sulle raccolte della Fondazione Scienza e Tecnica, le quali, rimaste dimenticate per alcuni decenni, hanno subito danni meccanici e notevole deterioramento a causa della polvere e delle infestazioni parassitarie.

Nonostante tali avversità, la quasi totalità di questo patrimonio naturalistico è riuscita a "sopravvivere" all'oscuro periodo e, a partire dagli anni '80 del Novecento, con il nuovo e crescente interesse per le realtà museali, è iniziato un lungo e paziente lavoro di ripristino volto al riordino di tutte le collezioni presenti, alla loro conservazione nel tempo e alla loro valorizzazione.

In particolare, l'attività di recupero, tutt'ora in corso, è finalizzata al riordino delle singole raccolte, al restauro conservativo dei campioni, alla revisione e successiva catalogazione informatizzata e infine alla cura e alla gestione nel tempo del materiale via via rivalutato.

Tra i vari reperti naturalistici, fatta eccezione per le copiose collezioni litologiche e mineralogiche che sono state tra le prime a essere riordinate e ripristinate grazie a una collaborazione con l'Università di Firenze, è stata data la priorità agli oggetti di origine animale e vegetale in quanto più facilmente deteriorabili ed esigenti di periodici monitoraggi; così, ad esempio, tra le raccolte già recuperate, figurano quella degli esemplari tassidermizzati, la serie zoologica conservata in liquido, il nucleo osteologico e quello paleontologico, i numerosi erbari, i reperti xilologici, la carpoteca e una piccola parte della spermoteca.

Per ciascuna tipologia di materiale è stata utilizzata una precisa metodologia di intervento, sempre opportunamente preceduta, per quanto riguarda i reperti conservati a secco, da una fase di rimozione dagli agenti infestanti ottenuta con ripetuti cicli di criodisinfestazione.

Il materiale recuperato è stato collocato in ambienti adeguatamente trattati e con appropriate condizioni microclimatiche, al fine di garantirne la più corretta conservazione possibile in linea con le opportunità che la struttura è in grado di offrire.

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