Apparecchio di Becquerel per studiare la piroelettricità della tormalina

Descrizione: Il fisico francese Antoine César Becquerel (1788-1878) propose nel 1828 un apparecchio per studiare i fenomeni piroelettrici nella tormalina e in altri cristalli analoghi. Si dicono piroelettrici quei cristalli che si elettrizzano quando riscaldati.
L’apparecchio è montato su di una base di legno. Una colonnina d’ottone regge un’asticella ricurva alla quale è appeso un filo di bozzolo al quale è legato un cristallo prismatico di tormalina. Il cristallo si trova in un recipiente cilindrico di vetro che appoggia su di una base d’ottone montata su di un treppiede. Una seconda colonna d’ottone reca una piastra nella quale, tramite manopole filettate sono fissate orizzontalmente e parallelamente due pile a secco Zamboni (vedi n° inv. 507) ricoperte di ceralacca (restaurata). Esse sono collegate in serie tramite la piastra e la loro distanza può essere variata. Le pile sono munite di due elettrodi formati da asticelle a gomito fra le cui estremità inferiori si trova il cristallo di tormalina.
Con una lampada ad alcol (mancante) si scalda il fondo d’ottone del recipiente. La tormalina, riscaldandosi con l’aria calda all’interno del recipiente, si carica elettricamente e le sue estremità mostrano polarità opposte. In conseguenza essa si orienta in modo tale da avere i suoi poli adiacenti agli elettrodi carichi con segno opposto.
Facendo ruotare il cristallo da questa posizione di equilibrio e contando il numero di oscillazioni necessarie a riportarvela, Becquerel studiò l’andamento della piroelettricità in funzione della temperature che venivano misurate nel recipiente.

Data: 3/4 XIX sec.

Autore:

Misure: Larghezza 310, profondità 120, altezza 455 mm

Dal martedì al venerdì dalle 9 alle 16, sabato e domenica dalle 10 alle 18.

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

€ 10.00 adulti
€ 8.00 bambini

Search