Fotometro di Wheatstone

Descrizione: Questo tipo di fotometro fu ideato dal fisico inglese Charles Wheatsone (1802-1875) verso il 1820 e veniva utilizzato per paragonare rapidamente, anche se con una certa approssimazione, le intensità di due sorgenti luminose che, come nel caso di lampade e becchi a gas, si trovano in luoghi poco accessibili o distanti fra loro.
In una scatola cilindrica d’ottone si trova un sistema di ingranaggi azionabile grazie ad una piccola manovella. Questi muovono un braccio munito di ruota dentata che ingrana su di una cremagliera posta lungo la circonferenza della scatola. Sulla ruota dentata, che viene così posta in rapida rotazione, vi è un dischetto di sughero annerito nel quale, eccentricamente, è fissata una biglia d’acciaio lucidato. La biglia, nel suo movimento, descrive una traiettoria ipocicloidale.
Due sorgenti luminose che si riflettono sulla sua superfice generano, per effetto della persistenza dell’immagine sulla retina, due ipocicloidi luminose. Spostando il fotometro rispetto alle sorgenti sino a che le due traiettorie appaiano ugualmente luminose è possibile determinarne, almeno approssimativamente, le loro intensità relative.
L’apparecchio è conservato nell’astuccio originale foderato di velluto viola.

Data: 1890 circa

Autore: non è firmato ma probabilmente fu costruito da Philibert Pellin

Misure: Diametro: 52, altezza: 66; astuccio: larghezza 94, profondità 68, altezza 60 mm

Dal martedì al venerdì dalle 9 alle 16, sabato e domenica dalle 10 alle 18.

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

€ 10.00 adulti
€ 8.00 bambini

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